venerdì 22 maggio 2015

Diserzioni 21 maggio: Passeggiatore notturno

Ancora a passeggio,
aggrappato alla semi oscurità
che sembra  rendere
più visibile agli occhi
l'ascolto silenzioso
delle sfumature del suono

Lars Leonhard: Passenger At Night
Amon Tobin:  Encounter On Io
Clark: Unfurla Cremated
Klatu - Window Trinket
My Head: Torture
Lophide:Tint (Myhead Remix)
Luqus – Fall
Aural Void: insonnia
Emika: Destiny Killer
Skaititajs Behind-The-Doors
Venture: As My World Falls Apart

http://www.sherwood.it/media/7332/3bee49c0ea563c37/diserzioni_21-05-15.mp3

mercoledì 20 maggio 2015

Il cielo sopra Sherwood

“E' un festival rock!” questa affermazione di un mio giovane amico quando gli ho mostrato il programma del Sherwood festival 2015 mi ha fatto pensare:
Ma Sherwood è un festival rock? Parlare di Rock ha ancora senso? Il rock è vivo o è morto?
Sicuramente non è più quello di una volta, ma siccome considero la nostalgia una passione triste vale la pena di indagare cosa è cambiato.
Il rock era basato su alcuni parametri ampiamente condivisi: immediatezza e potenza comunicativa, immagine, ribellismo e centralità del front-man cantante. Quando queste qualità coincidevano nasceva l'icona rock capace di impersonificare in sé le inquietudini, le ansie e i desideri di intere generazioni.
L’ultima scena musicale (il Grunge) e l’ultimo martire rock ( Kurt Cobain) sono nati nella città (Seattle) e nel tempo che ha dato il via alla rivoluzione digitale.  Una coincidenza piena di significati. Mentre i grandi giornali rock riempivano le copertine di quest’ultima icona , la musica e la sua fruizione si trasformava radicalmente grazie ad un uso moltitudinario delle nuove tecnologie. Il musicista diventava spesso “senza volto” e “senza scena” e ad eccezione forse del dubstep londinese anche senza un vera connotazione geografica. E proprio in quel periodo si cominciò a parlare di “Post Rock”.
In poche parole è la post-modernità che si fa musica e così anche il rock essendo incapace di narrare ancora il sentire delle nuove generazioni native digitali, cambia pelle.
La musica cambia in tutti i campi: composizione, realizzazione, produzione, fruizione, circolazione. Le etichette discografiche e la promozione diventano marginali, gli studi non servono più: basta la propria cameretta e la rete.
In un mondo in cui sei rincorso da miriadi di richiami, apparati di cattura di un potere mediatico che pervade la vita è nata in molti la convinzione che “è meglio perdersi che essere trovati”. Per questa generazione precaria con le sue vite insoddisfatte l'idea beatnik del “viaggiare senza arrivare” è diventata l'idea del “perdersi da nessuna parte”.
Il post rock diventa ricerca di un’altrove: la consapevolezza dell’impossibilità di lasciare il segno in in mondo inflazionato dai segni, e di contro la ricerca della beatitudine che permetta di svettare sopra il presente almeno per la durata di una canzone. Anzi per la durata di un brano visto che il formato canzone è definitivamente superato. Il rock per come lo avevamo tradizionalmente inteso non c’è più!
Da anni insomma c’è un fantasma che si aggira per l’oceano di suono e si chiama “rock” che si materializza oramai solo nei megalive estivi di vecchie e stanche icone che non si lasciano svanire oppure nei loro cloni e nelle loro cover band.
Ma allora ha ancora senso parlare di questo genere musicale che ha segnato il secolo scorso? Forse sì! Magari per fare un volo interstellare, lì dove Dio si trasforma in un astronauta, guardare il cielo sopra la foresta di Sherwood e spiccare il volo oltre quel che resta del rock.

 Sherwood Festival:

Sabato 11 Luglio 2015

Diserzioni: God Is An Astronaut & Blonde Redhead

 


venerdì 15 maggio 2015

Diserzioni 14 maggio: Cascata di suono

nella caduta sussurri
che tutto è in movimento,
mentre scorri notte e giorno

nella caduta sussuri
di ascoltare lo scrosciare inquieto
di questa lenta cascata di suono

Gacha: Waterfall
Animal Hands: Stir
Broken: Hopeless
Alicks: Help Me Out
Subsets: Confused Ft Nori
Nohup: Because Of You
Braille: An Oceanic Escape (feat. Olivia Sholler)
Glass Isle:  Yuki Onna
Holly Herndon:  Unequal
Chicklette: New Tiger
Iglew: Cymatism

http://www.sherwood.it/media/7318/f58a4ccf98cdd141/diserzioni_14-05-15.mp3

venerdì 8 maggio 2015

Diserzioni: Ai confini della notte

mentre ancora regna
un silenzio perfetto,
salire fino alla cima
per ascoltare i suoni
oltre i confini della notte

Brian Eno: An Ending (ascent)
Max Cooper & Tom Hodge: Remnants
Kiasmos: Looped
Christian Loffler: Nordkap
Tusks: For you
Forxst: -P6743
Arrange - Exception
Jayeem - My Heart Is Hurting
Ollie Macfarlane: Wintermute
Craset & N3ga Beats & Lion Forest - When I'm Gone
Soulgalaxy: Alone
Lyves  Synkro: Body Close
Kastle: Strange Day

http://www.sherwood.it/media/7296/1f2fb82f04dd6a91/diserzioni_07-05-15.mp3 

venerdì 24 aprile 2015

Diserzioni 23 aprile: Il volo del corvo nero

Al suono che mi ha cullato
chiedo (e attendo ascoltando)
quale fosse il profondo trasporto
in grado di farmi volare nel buio
con le ali di corvo nero

Aidan Baker: A Black Crow Flies
Oiseaux-Tempête: Requiem for Tony
Scuba: All I Think About Is Death
Zeraj Retalso ft. Jihan: Please Don't Go
Echolette: All Right ft Enn
Bonecold: Somniloquy
Groeni: The Oak
Nomine: To the Sky (feat. Iustina)
4lienetic-x-Blackbird: Lost
Gloom: Beginnings and Ends
Pixelord: Home
Ebbo Kraan: No Amount

http://www.sherwood.it/media/7263/c5f0ba644a635b48/diserzioni_23-04-15.mp3


venerdì 17 aprile 2015

Diserzioni 16 aprile: Isole sonore

il  suono che viene dalle onde
nel mare si fatica ad ascoltare
ma a riva, se in silenzio lo puoi sentire
basta trovare quelle terre
che non hanno luogo
ma  infinite risacche da indagare

Alva Noto: Isola
Geskia: Remains Domain
My Panda Shall Fly: Light Under The Door
NOGYMX: Like A Butterfly
Mourner: Chloe
Wabz:Some Day
Hakuu - Ghost
Scullious: Need Your Love
Seth Wessinger: Ineeduimdying
Chilllito: If U
Amphior: Hiding
Manu-Shrine-Up-There

http://www.sherwood.it/media/7248/2ec770238e0b0b25/diserzioni_16-04-15.mp3

mercoledì 15 aprile 2015

Fuori Orario: Cose (mai) sentite


Dormo poco. Forse 4 o 5 ore per notte. Ascolto musica nelle ore tarde, mi rilasso cuffie in testa seduto nella comoda poltroncina. Sarà l’età o la pigrizia, o il fatto che mi alzo presto, ma non mi muovo molto di notte. Per sentire musica dal vivo cerco (ma non trovo) concerti fuori orario, almeno per lo standard nostrano.

Mi piacerebbe andare a sentire un concerto nel tardo pomeriggio. Nei giorni feriali soprattutto. Mi piacerebbe provare il contrasto che ti fa passare bruscamente dalla luce del giorno al buio della sala. Mi piacerebbe l'idea di rompere la catena del tempo produttivo, in maniera insolita, almeno per la logica economica che domina il nostro paese e il nostro rapporto con il tempo.
Mi  piacerebbe anche il pubblico di questo concerto pomeridiano, immagino lo stesso che và al cinema di pomeriggio: studenti solitari, coppiette clandestine, malinconici romantici …
Non ci sarebbe la continuità tra il buio della notte  e quello della sala. Non ci sarebbe la socialità chiassosa che popola i concerti notturni. Non ci sarebbe l'euforia dei tanti aperitivi consumati aspettando l'ora fatidica.
Al pomeriggio ai concerti ci si andrebbe più che altro da soli. Come per cercare un rapporto esclusivo con il suono. O per nascondersi dal mondo.
Ricordo un'estate a Londra. Alle 6 pm entrai in una chiesa sconsacrata al concerto di Thomas Koner. C'era molta gente, sguardi attenti, concentrati, emozionati quasi. Due ore di musica e proiezioni dell'acido che corrodeva una pellicola, un'immersione da brivido nell'aurora del suono. E alla fine un applauso. Timido, pudico, imbarazzato, senza la sfrontatezza della standing ovation, ma convinto e in un certo senso perfino commosso. Uscire dal concerto che ancora non è buio e tornare a casa con i mezzi pubblici immerso in suoni nelle cuffie e pensieri non ancora offuscati dal sonno.
Un po’ come la notte per la televisione, il pomeriggio per i concerti potrebbe essere il fuori orario, ovvero "un contenitore anarchico di suoni". Ma invece è solo la mia  “magnifica ossessione”.