domenica 30 ottobre 2011

Dinosauri dell'era vituale

Contro l'estizione dell'ascolto empatico

 
Non sono un tecnofobico, anzi la tecnologia e i nuovi mezzi di comunicazione mi piacciono assai, pure troppo.
Ma dopo aver seguito la giornata del 15 ottobre degli indignados su twitter e facebook, ho sperimentato la potenza e allo stesso tempo l’inadeguatezza di questi social network.
Ho sperimentato l’impossibilità di capire attraverso le migliaia di messaggi, nella maggioranza dei casi esibizione di sé, giudicanti e diffamatori.
Il giorno dopo sono partito per un viaggio che mi ha “ costretto” a stare 10 giorni scollegato dalla rete e mi sono sentito molto meglio. Sono un dinosauro, una specie estinta?


Conosco una quantità di persone, soprattutto giovani ma non solo che sono orgogliosi di dire che hanno accumulato migliaia di amici in Facebook. Ovviamente questa affermazione si può fare solo se si accetta una riduzione dell’idea di amicizia.
Conosco una quantità di persone, soprattutto giovani ma non solo che sono orgogliosi di seguire e essere seguite su Twitter, di indicare vie e giudicare in versione 2.0. Ovviamente questo si può fare solo se si accetta una riduzione dell'idea di comunicazione.
Conosco una quantità di persone, soprattutto giovani ma non solo che sono orgogliosi di mostrare i loro costosi oggetti di connessione. Ovviamente questo si può fare solo se si accetta una riduzione dell'idea di ricchezza .
Conosco una quantità di persone, soprattutto giovani ma non solo che sono orgogliosi di essere fans  e di adorare vite spericolate,  star ribelli... Ovviamente questo si può fare solo se si accetta una riduzione dell'idea di espressione creativa.

Il problema è fino a quel punto questa riduzione potrà arrivare.

Lo so, sono un dinosauro, sto forse accusando centinaia di milioni di utenti dei siti di social network di accettare una riduzione di sé, sono forse “vecchio” ma usandoli sti network  mi rendo conto che spesso diventano pura esibizione, vetrina privata e privi di esperienza e condivisione.
Quando entro nel territorio astratto della seduzione simulata, preferisco ancora lo spazio infinito del suono, piuttosto che lo spazio formattato dei social network.
Sono un dinosauro che ama ancora scollegarsi, spegnere lo schermo,  che pensa ancora che la musica possa essere educazione alla singolarità, che il suono possa curare l'anima e la psiche.
Sono un dinosauro che pensa ancora che la “difficile”, complicata, malinconoiosa musica che da sempre mi accompagna valga più dei fottuti messaggi che abbattono il potere.
Sono un dinosauro che pensa ancora che il suono che mette in crisi, che ti sforza a comprendere, che ti sottrae al consueto valga più di qualsiasi esibizione ribelle.
Sono un dinosauro che pensa  ancora che il rifiuto di ascoltare sia la più grave delle malattie, quella che riduce l'idea di amicizia, l'idea di comunicazione, l'idea di ricchezza, l'idea di espressione creativa.

Per questo dovremmo ascoltare, perché la rete non riduca ma arricchisca, perchè il suono esca dalla rete e invada la vita, che altrimenti non ha più amicizia, né piacere, né senso. 

venerdì 28 ottobre 2011

Domenica 30 ottobre: Il bello qui e ora



sottrarsi dalla massa di rumore
e dal parlato tutto esteriore…
creare le condizioni per l'ascoltare
e per il piacere del ritrarsi interiore…
uscire dalla trappola in cui ci si trova
per godere del “bello qui e ora”

Offthesky: Now We're Nowhere
Talvihorros: Tetha
Obsil: Lenti Silenzi
Daniel Thomas Freeman: The Beauty Of Doubting Yourself
Olafur Arnalds: Fyrsta
Nils Frahms: Snippet
Nest: Stillness
Logreybeam: Prologue
Dalot: Minutestatic 
Drawing The Endless Shore: The Disappearance

venerdì 14 ottobre 2011

Domenica 16 ottobre: Stranezze vocali



sono bianche, eteree, spettrali, gelide
sono rosse, aggressive, vitali, attraenti
sono verdi, pacifiche, sagge, tranquille
sono scure, inquiete, ambigue, conturbanti,
sono sfumature che colorano il suono di stranezze vocali

Ayshay: Warn-U
Water Borders: What Wiwant
Burial - Shell Of Light (Shlohmo Remix)
Edport: Flap Clock
Cold Love: Other Light
Police Accademy 6: The Chills
Blue Daisy: Fallin  (Feat. Heidi Vogel)
Sleep Over: Stickers
Emika: The Long Goodbye
Julia Holter: Tragedy Finale
John Maus: Hey Moon

venerdì 7 ottobre 2011

Domenica 09 ottobre: Narcotico mare



ogni giorno la giusta dose
nulla di assoluto solo un poco di conforto,
ogni giorno la giusta dose
nulla di assoluto solo un poco di sollievo,
ogni notte l'agognata piccola fuga
in un oceano di ipnotici suoni,
ogni notte l'agognata  piccola immersione
in un ipnotico e narcotico mare

To Destroy A City :  Narcotic Sea
The Field:Then It's Whit
Walls: Drunken Galleon
Fennesz: Liminal
Syntaks: Into Two
Aereosol: Excess
Leyland Kirby: This Is The Story Of Paradise Lost
William Capizzi: the cold sun goes down in the square (light pole)
A Winged Victory For The Sullen: A Symphony Pathetique

venerdì 30 settembre 2011

Domenica 02 ottobre: Dark Darkness



è ora di cedere all'ignoto, di rinunciare al controllo
è ora di  accedere a mondi misteriosi e invisibili…
mondi captati attraverso inpalpabili suoni
mentre l'occhio scruta inutilmente
nella più buia oscurità

Chllngr: Dark Darkness
Clams Casino: Naturals
Shlohmo: Get Out
Htrk: Love Triangle
Chelsea Wolfe: Movie Screen
Crosses: Bermuda Locket
Be Forest: Dust
Silk Flowers: Columns
S.C.U.M: Whitechapel
Amatorsky: Soldiers
Pallers: Nights

venerdì 23 settembre 2011

Domenica 25 settembre: Eteree isole di suono

























L’amarezza della realtà
si inebria di fantasia e di creatività
nel trovare suoni che evaporano
dalle quotidiane consuetudini
per naufragare su poetiche ed eteree isole.

M83: Intro (Ft Zola Jesus)
Port-Royal - Spider Toupet
Anklebiter: Nothing Will Happen Tomorrow (Light Out Asia remix)
Spc Eco: Silo Too High
Villa Venus:  Like Drowning
Mathemagic: Sequin
Windowspeak: Ghost Boy
Snowman: Absence
Kynan: Forever
Balam Acab: Await

giovedì 15 settembre 2011

Il Fantasma Del Futuro


I fantasmi sono qui, costituiscono lo spazio, mi circondano. Si nutrono degli occhi accecati degli uomini”
(da La possibilità di un'isola di Michel Houllebecq)

Ci sono due idee di musica che animano i miei ascolti ultimamente.
Una è l'emblema di una musica che si nutre di musica mettendo tra parentesi il mondo e l'altra è un'idea di mondo che ha bisogno di musica per svelarsi.
Una si rivolge sempre più al passato, alla memoria per riattivare emozioni, magari ri- attualizzate da musicisti giovanissimi che avendo interi blocchi di materia musicale disponibili si rifanno a forme di sublimazione di un certo passato musicale.
L'altra è l’idea di un mondo dove la diserzione, la sottrazione al rumore di fondo avviene attraverso un suono che svela l'intollerabilità verso un quotidiano fatto di incombenze ansiogene, di ritmi produttivi, di ansia della storia. E’ musica antistorica che entra in contatto con la meditazione senza oggetto, è rilassamento psico-fisico e ricerca di rapporto armonico tra corpo e cosmo.
 Qualche anno fa, in una trasmissione di “Diserzioni vs Nocturnal Emission” giocammo con il nostro passato presente e futuro musicale.
Uscirono tre storie diverse, tutte e tre nate dalla feroce passione per il suono, con un passato e un presente comune, ma il futuro già si divideva tra rivitalizzante versione del passato e sperduto orizzonte senza tempo in cui perdersi.
Nel tempo le due tendenze si sono delineate, la prima nelle new cold/dark/chill wave, nel post dubstep, nella witch house.., la seconda in una ambient sempre meno definibile e sempre più rarefatta ed eterea.
Quale delle due idee di musica prediligo non lo so, probabilmente dipende dal momento, ma entrambe rompono il dispositivo di un futuro come sviluppo progressivo del tempo.
Oggi, dopo il collasso del sistema finanziario fondato sulla futurizzazione dell'economia e sul debito si apre l'epoca che segue al futuro.
Il fantasma di quel futuro promesso è qui, nelle macerie di un sistema che si nutre ancora delle nostre vite. Se dobbiamo guardare dietro di noi è per ricordare l’inquietudine e l'abisso di violenza che egli può in ogni momento scatenare. Ecco allora che viene ripreso un suono che deriva da le epoche più “dark” dove si cominciava ad urlare “no future”. Questo sound ci serve a riconoscere lo spettro e a prendere la direzione giusta verso l' esodo in quelle pianure senza confini dove l'altro suono ci rende liberi dal “Phantom of the future”.

Adopereremo la rete infinita della conoscenza per evitarlo e impareremo la dolce deriva per sottrarci alla sua presa. Ascolteremo l'infinità del suono presente e non avremo più bisogno di futuro.

ps) a breve riprenderanno le nostre diserzioni radiofoniche. Stay tuned!