sabato 26 febbraio 2011

Domenica 27 febbraio Diserzioni: Voci di spettri del futuro


con occhi abbagliati dal mistero
con la mente lontana dalla comprensione
eppure incantata da tanta angelica desolazione…

incantata da schegge vocali di angeli lontani
che dall’orlo dell’abisso più scuro
sembrano voci di spettri del futuro



Nicolar Jaar: Specters Of The Future/Balance Her In Between Your Eyes
Arc: Gunnell
Bon Iver: Wood
Julianna Barwick: Envelop
Houses: Lost in Blue
The Toy Library: Ruined Walls
Vagina Vangi: Servants Of Death
Motion Sickness Of Time Travel: Telephaty
Forest Swords: Rattling Cage
Desolate: Divinus
Burial: Uk
Aphex Twin: Cliff
Eskmo: Gold And Stone (Ambient P Stretch)
Shakleton: Dead Man
Creep: Days
Detachments: Tread Along

Podcast

domenica 20 febbraio 2011

Domenica 20 febbraio- Diserzioni: Viaggiare senza muoversi




è il momento di ritirarsi dal mondo, per sbalordirsene
è il momento di prendere il tempo per guardarsi vivere
è il momento di liberarsi dalla realtà formattata
è il momento che il suono diventi sinfonia
è il momento di viaggiare senza muoversi.







Stephan Mathieu: Minuet
Tim Hecker: Hatred Of Music
Deaf Center: New Beginning
Rqtn: Jasper/Vielle Connaissance
Field Rotation: Acousti Tales 4
Kevin Keller: Absence
Eurasia: Spirinum
Con_Cetta: Defectivus
Will Bolton: Falling Away
Mikkel Metal: The Other Side Of You
Near The Parenthesis: In Regard To Water
Monokle: Gray Sparks
Arc Of Doves: Moon
Plinth: Sirens
Ar: Rise

podcast

venerdì 18 febbraio 2011

Radio Lovers

Articolo sul mio rapporto con la radio scritto per la tesi di laurea "sketch a tune" di Giovanna Nicosia (marzo 2008)

Parlare del mio rapporto con la radio è come rimettere a posto lo scaffale della mia vita, le città, gli amici, le scoperte e soprattutto le musiche e l’innamoramento.
Prima come ascoltatore poi come conduttore tutto cominciò negli anni ’80, c’era la “new wave”, e si cercava di seguire l’onda. Trasmissioni come “Nocturnal Emission” mi hanno aperto un mondo, un onda che ho surfato, in cui mi sono immerso, che ho inseguito per le città di mezza europa a caccia di dischi, di concerti, di situazioni.
La radio l’ascoltavo dentro un armadio, nel senso che avevo ostruito la porta della stanza con un armadio al quale avevo tolto il fondo. Entrare nell’armadio era entrare nei segreti più intimi e poi rinchiudersi là dentro con gli amici era come stare nel video di “Close to me” dei Cure solo che l’armadio invece di riempirsi d’acqua si riempiva di suoni.
1985, una sera a Padova, i Cure in concerto. Stato di grazia. Un teen ager tra eccitazione e malinconia decide che deve comunicare la sua passione, la sua emozione venata di inquietudine, e la radio, sarà il mezzo.
Qualche anno dopo nasce la mia trasmissione mentre alle puntine dei giradischi si cominciava a sostituire il laser dei compact disc, la comunicazione con gli ascoltatori viaggiava ancora via telefono e lettera, ma l’era elettronica era dietro l’angolo.
L’ atmosfera in radio (radio sandonà) era quella dell’armadio, luci basse e musica a tutto volume in cuffia, ma c’era lui con quella spugna gialla da urlo che scendeva sul mixer: il microfono. Mi sorpresi perché sono un timido e sicuramente il più taciturno della compagnia, ma davanti alla spugna gialla mi scioglievo e dicevo cose che forse non sarebbero uscite senza quel tramite. Mi resi conto di avere degli ascoltatori solo dopo la prima lettera ricevuta, era il 1989 ed ero troppo giovane e in stato confusionale per capire che da quel momento non avrei più smesso di trasmettere.
Gli anni novanta furono una deriva straordinaria, la rivoluzione elettronica, la disgregazione delle identità che hanno fatto l’ossatura del ventesimo secolo, la comunicazione globale e musicalmente la fine delle onde musicali.
Non ci sono più new wave e neppure no-wave, perché l’onda è il mondo stesso, la musica è infinita e provoca il mal di mare, internet, la digitalizzazione, rende tutto più complesso (più ricco?!)
Ma nonostante questo oceano burrascoso non rinuncio alla dolce deriva, creando mappe di svincolamento, vie di uscita dall’accelerazione tecno-mondana, dove la mente, il corpo trovi il respiro giusto per continuare il viaggio dentro il suono.
Nasce “Diserzioni”, sapendo che non ci sono onde da seguire ma mappe da disegnare.
Ci sono suoni, voci, persone che ci serve ritrovare quando si è perduti nel caos, perchè fanno parte di noi, ti permettono di concatenare, di trovare il giusto ritmo.
E cosi strada facendo ho trovato Radio Sherwood, per me una radio mitica, molti ascoltatori diventati poi collaboratori e soprattutto coloro che mi fecero appassionare alla radio, ovvero Mirco e Massimo di “Nocturnal Emission”.
”Diserzioni” diventa anche “vs Nocturnal Emission” indagando su ritorni, vagabondaggi, pulsazioni, cercando l’eco dei suoni disseminati nell’era globale, creando (im)probabili rotte di viaggio.
La radio oggi, secondo me, nel tempo dell’iper-produzione semiotica deve essere capace di andare al ritmo imprevedibile della dolce deriva, ed cartografare suoni ed emozioni a venire.

System error

Free people in free markets: it's only possible world?
Centinaia di trendy boys/girls si accalcano negli outlet passando le giornate alla ricerca spasmodica dell'ultima occasione, della marca preferita.
Ci sono le svendite ed ansiosi messaggi pubblicitari implorano gli zombie a comprare, accompagnandoli ripetendo ritmi già conosciuti in spot televisivi.
Poi ad un tratto il ritmo cala su un tappetto sonoro ambient e rilassata poesia esce dagli altoparlanti.
System error. Si è accesa la lampadina rossa, suona il campanello d'allarme.
Una macchina immaginativa non omologata è partita mettendo in moto bizzarrie e comportamenti imprevedibili.
Decine di rebel boys/girls escono dal market, si tolgono i vestiti e si stendono a terra in ascolto.
Free minds in free zone: it's beautiful world!

Smell

Dopo qualche giorno nella “dark country”inglese, arrivo a Londra, città che un tempo frequentavo abitualmente alla ricerca di materiali sonori.But the time are changing e quei piccoli store di suoni sono oramai spariti con l'arrivo della net-culture.
Poco male, finalmente posso godermi la città senza la corsa alla ricerca di quello che da sempre a Londra era l'oggetto del desiderio.
Ma sento che manca qualcosa, c'è un'aria diversa, non riconosco i luoghi, o meglio non ritrovo i suoni. Quelle stradine di Soho che prima erano piene di piccoli negozi musicali, le ricordavo anche piene di suono che usciva dalle porte.
Adesso sono silenti. Frequentate ancora da miriadi di giovani con cuffia che entrano ed escono dai locali muniti delle tecnologie più recenti. Si siedono ai caffè o nelle splendide piccole tea room, con i loro I-Pad e I-Pod a godersi la loro tisana mentre sono immersi nell'infosfera.
C'è una certa eccitazione dell'olfatto in queste street, profumi escono da ogni dove, erbe aromatiche e spezie colpiscono l'olfatto con morbida sensualità.
Del resto ci si può permettere di non guardare oltre il proprio schermo acceso, di non sentire fuori delle proprie cuffie, di non toccare niente, di non mettere niente in bocca, ma non possiamo smettere di annusare ad ogni respirazione.
L'olfatto è il senso muto, non ha parole, non ha forma, ma ci permette di far passare il mondo attraverso il nostro corpo ad ogni respiro.
I profumi sono delle melodie olfattive, ma a chi respira suoni manca quella vibrazione dell'aria che animava questo effervescente quartiere.

domenica 13 febbraio 2011

Suoni spettrali s’aggirano per la rete

Ci sono un sacco di fantasmi e case stregate in giro.
Sembra che negli ultimi anni sonorità oscure degne di tale nome stiano tornando alla luce, seppur in forme diversissime.
Perché tutto questo parlare di fantasmi, di tenebre ed esoterismi nella musica oggi?
Forse questi primordiali termini parte di tutte le culture, sono così presenti nella musica odierna perché mai come oggi è stata cosi incorporea e evanescente, soprattutto la musica elettronica, e poi l’uso del campionamento fa rivivere suoni persi nella memoria. Molti artisti elettronici costruiscono una specie di canzoni non canzoni , forse definibili come solo delle entità, tanto che si è chiamato "hauntology" questo modo di comporre.
Che cosa è hauntology? Il termine deriva da un libro, "Spettri di Marx", del filosofo francese Jacques Derrida. L’ossessione dello spettro, del fantasma che è contemporaneamente presente/assente, che sfida quindi il discorso musicale a cercare il suo limite, appartiene all’ultimo Derrida, alla sua riflessione: "Uno spettro è allo stesso tempo visibile e invisibile, allo stesso tempo fenomenico e non fenomenico: una traccia che segna anticipatamente il presente della sua assenza. La logica spettrale è di fatto una logica decostruttiva.
Sembra di vivere in un periodo in cui la musica il principio di incompleto, di non completamente definibile è essenziale, cosi come gli spettri che sono sconvolgenti perché non sono ben definiti sono corpi incoporei, possono esistere soltanto alle soglie del sensibile, nelle suggestioni.

“Il segnale delle onde delle radio pirata nell’etere che fluttua nella notte londinese” così immaginava e descriveva la sua musica Burial. Ed è un segnale che ribolle di rabbia soppressa, ma anche di grazia aleggiante, di quell’angelica tenerezza che ricorda i fantasmi/angeli del cielo sopra Berlino di Wenders.
E nonostante Burial si ispiri alla vita londinese, associare la sua musica a un luogo sembra impossibile, perchè quell’intreccio di euforia e tristezza, quelle sensazioni confliggenti di opportunità e costrizioni possono essere capite in ogni luogo e soprattutto in quel non-luogo che è la rete.
In linea con questa avanzata di fantasmi, tenebre ed esoterismi nel mondo musicale underground, è proprio nella rete che sta nascendo un fenomeno che ha già assunto le diverse denominazioni "witch house", "haunted house" o "drag".
Cresciuti con l’isolazionismo da cameretta e web-accesso orizzontale a tutte le musiche prodotte nell’ultimo secolo, questi musicisti non si riconoscono in una scena localizzata nemmeno in un’onda, perché l’onda è il mondo stesso e la musica è infinita, preferiscono piuttosto parlare di comunità nelle intenzioni.
Si può essere a Parigi, Londra o New York, si può andare dalla darkwave al dubstep e dallo shoegaze all’elettronica , all’hip hop, ma il modo in cui il tutto è elaborato mira ad esaltarne gli aspetti più inquietanti, ingigantendo i dettagli per mostrarne le mostruosità come in letteratura aveva fatto Ballard nella sua Atrocity Exhibition. Oppure semplicemente questi suoni assumono delle insolite tonalità notturne e le voci sembrano venire da mondi distanti sepolte come sono dal sound.
Insomma sembra che ci sia un nuovo vocabolario musicale emergente, incentrato da un lato su suoni oscuri che sono stati resuscitati e ri-articolati e dall’altro sul modo in cui la voce viene manipolata per creare umori e atmosfere definite amorfe, di natura spettrale. Ghost voices.
E ’qualcosa di simile a ciò che accadde nel film Inception, dove la musica rallenta e si fa impalpabile come un limbo tra gli strati dei sogni (anche gli incubi sono sogni).
Le “memorie del futuro”, quell’estetica iniziata qualche anno fa dai dischi di Burial, Kode9 e da etichette come Ghost box, Mordant Music ecc., è tracimata fino a creare un’immaginario intero.
Accanto ai nomi sopracitati, alcune band più intelligibili si stanno facendo largo. Nomi come Salem, Balam Acab, White Ring, Modern Witch, Creep, oOoOO, Lake Radio, Raw Moans…. e poi principalmente nell’uso delle voci, James Blake, Pariah, How to Dress Well, Forest Swords…
La fremente intensità di questi suoni riuscirà a ferire e guarire gli ascoltatori più attenti e sensibili, ri/attivando passioni mai sopite….

…nelle cuffie "Martin Hannett’s Ghost" dove troviamo Lake Radio intento a stravolgere "The Eternal" dei nostri cari Joy Division.

Diserzioni- Suoni spettrali in case stregate

sabato 12 febbraio 2011

Domenica 13 febbraio- Diserzioni: Ex Nihilo Nihil Fit (Nulla viene dal nulla)

quell’esplosione di suono figlio di trascorse battaglie
quel suo risuonare con nuova forza poetica
quel senso di compressione al quale ti sottopone
quell’esperienza provante quanto sublime
quell’essere allo stesso tempo in armonia e fuori controllo
quell’invisibile insurrezione che ti scorre nelle vene…

Nulla viene dal nulla in queste metropoli dal taglio scuro



Chasing Voices: Ex Nihilo Nihil Fit
Raime: This Foundry (Regis Version)
Sandwell District: Speed + Sound
Commix: Satelite Song (Underground Resistence Remix)
Actress: Lost
Matta: Suicide Sutter
Old Apparatus: Untitled B
Desolate: Pain
Sven Sveisemann: Lyra
Downliners Sekt: From Under Spinning Light
James Blake: Unluck
Johanathan F. Lee: Dislocate
Seefeel: Rip-Run
Raime: Retread
Lisa Gerrard And Marcello De Francisci: Ex Nihilo "Out Of Nothing"

Ogni domenica dalle 18.00 alle 19.30 e ogni martedì dalle 18.30 alle 20.00 Conduce: Andrea "Diserzioni" De Rocco

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