venerdì 13 marzo 2015

Diserzioni 12 marzo: La parte oscura della luna

conoscersi dall' altra parte, dalla parte opposta,
dal  lato che non mostri mai a nessun altro
dove c'è  il buio  più intenso da scrutare
dove scovi quei suoni che ti portano
nella parte oscura della luna

Volor Flex: Luna
Am X Unimog: Inner
Solace: Saudade
CRÆTION - Want
Phoria: Turtle Rework Master
Castenada: Brokentb (Autodream Remix)
Woodju X Coma: I'm So Tired
Deadboy: It Did Not Feel Right
Jan Amit: Grace
Spurv & Sangam:  Never Was
Teos: Underwater
Trilla Knight: Night Tale
Kotkee: Martin


Luca Urbani: Affinità-divergenze Tra Il Compagno Togliatti E Noi..

Eravamo simili ma non uguali.
Simili ai punk, anche loro in lotta con un presente nero e con la stessa ansia di sperimentare. Ma mentre il punk urlava fuori c'era chi urlava dentro.
C'era chi al pogo preferiva i lenti movimenti circolari in pista da ballo, chi alla rabbia disperata faceva subentrare un'intimismo altrettanto (e forse più) disperato.
Sono passati 30 anni da “1964-1985 Affinità-divergenze Tra Il Compagno Togliatti E Noi - Del Conseguimento Della Maggiore Età” dei CCCP frutto dell'incontro tra il chitarrista Massimo Zamboni e il cantante-sciamano Giovanni Lindo Ferretti. Il sound era nevrotico, allucinato senz'altro punk. Ora Luca Urbani effetua un'operazione inusuale ovvero il rifacimento integrale di quell'album dei CCCP, facendolo diventare altro, una creatura simile.
Perché riprendere i nervosi gli psicopatici CCCP? Per la semplice ragione che la nevrovi e la psicopatia sono le più acute malattie di cui soffriamo tutti anche oggi.
Ma mentre dico queste parole so benissimo che tutto cambia e niente è come trent'anni fa.
Lo so, ma le dico lo stesso. Le dico e le ripeto, perché vedo lo stesso presente nero e la stessa voglia di trovare una via d’uscita anche ora.
Quindi questo disco nonostante ricordi più l'intimismo dark che la furia punk, più i Cure che i Sex Pistols, più Robert Smith che Johnny Lydon, insomma che alle sfuriate delle chitarre sostituisce un suono più riflessivo e ricercato è comunque dedicato a coloro che vedevano gli anni 80 della sfrenata corsa al consumismo alla rovescia.
Questa rilettura di uno degli album più importanti della Musica italiana (con la "M"maiuscola) ha provocato in me un profondo piacere. Perchè a volte serve accompagnare la propria follia, il sentirsi costantemente fuori posto con suoni in cui riconosci parte della tua storia mantenendo lo spirito limpido e la visione chiara che è:
Solo una terapia, solo una terapia, solo una terapia…"

sabato 7 marzo 2015

Diserzioni 5 marzo: Nell'ombra


Oscure e impervie le strade
dove gli spenti lampioni
disegnano quel che sembra
un desolante paesaggio

Buie e inquiete le strade
dove accendiamo suoni
che proiettano le nostre sagome
danzanti nell'ombra

Anoice:  Memories Of You
Steve Wilson: Perfect Life
Arovane: Nostalghia I
Alio Die & Lorenzo Montana: Hydra E Vers
Second Moon Of Winter: Those Days Are Gone
One Path: Now Or Never
Curlyrock: Run Run Run
Look.: Day Drunk (Feat. Noahn)
Snow Ghosts: The Fleet
Hubwar: To The End Feat.Nekochan (MyHead Remix)
NEKOCHAN: My Bloodyful Heart (MyHead Remix)


martedì 24 febbraio 2015

Jesus and Mary Chain apparsi in sogno

Ho fatto un sogno l'altra notte.
Uno piccolo, per carità, di quelli che mi capita di fare fin da quando ero piccolo e ho la febbre alta.
E per la verità, non son neanche tanto sicuro che stessi dormendo.
Sapete, una cosa non è cambiata nel tempo: mi capita di farlo anche da sveglio anche se son più spesso incubi che sogni.
Era dunque notte e la televisione era rimasta accesa non so per quale motivo, scesi le scale per spegnerla e vidi Fabio Fazio che stava per presentare quello che definiva la band del momento: Jesus and Mary Chain.
Ecco, pensai, al solito si accorgono del “Tempo che fa” sempre trent'anni dopo.
Stranamente lo studio televisivo, di solito pieno di luci, si rabbuiò completamente e i  pochi flash di luce illuminavano quattro personaggi avvolti nell'ombra e nella nebbia.


Rimasi stupito perché i quattro sembravano poco più che ventenni: erano i J&MC del 1985:
Bobby Gillespie batteva su in alto tamburo, a fianco l'essenziale apporto del bassista Douglas Hart mentre i fratelli William e Jim Reid con lo sguardo rivolto alle punte delle loro scarpe muovevano lentamente le loro teste di capelli neri arruffati.
Il loro muro di suono, puro feedback, usciva dalla TV e invadeva le case divulgando quell'atteggiamento esistenziale di milioni di giovani: il disorientamento come perdita delle coordinate per orientarsi in mondo inflazionato dai segni, e di contro la ricerca della beatitudine che permetta di svettare sopra il reale almeno per la durata di una canzone. Inquieta beatitudine!
Un miracolo insomma. Da non staccarsi dallo schermo neanche se sta per cominciare un film di Kubrick su un'altro canale. Quand'ecco che, proprio sul più bello, si accendono le luci in studio e ritorna un frastornato Fazio che annuncia la pubblicità e che il prossimo ospite sarà: Federica Pellegrini.
Bentornato alla solita realtà di merda!
Il mio sogno (cut-up mentale) ha ritirato fuori dal mio inconscio un breve e intensissimo concerto dei nostri  visto al Prego di Milano negli anni ‘80  e lo ha trasportato in un studio televisivo del nostri giorni.
Adesso i Jesus  and Mary Chain tornano a riproporre live il loro primo album Psychocandy a trent'anni dall'uscita e forse l'unica cosa positiva in tutto questo è l'ennesimo corto circuito che la loro musica è riuscita a fare nella mia mente.




venerdì 20 febbraio 2015

Diserzioni 18 febbraio: Notte fonda senza fine

ascoltare la notte
che  pare allungarsi
all'infinito,
e mentre tutto dorme
l'anima vaga
avvolta nel suono

Sherwood And Pinch: Wild Birds Sing
Braille: Everyone's Crazy
Sia: Elastic Heart (Clams-Casino-Remix)
Mr. Mitch: The Lion, The Bitch And The Bordeaux
Celadon City:  Sure I'll Sit With You
Pi3: Isntesy
Steffen Yoshiki: Ethereal Encounters
Vancore: Dead Angel
Atiq & Enk: Moonlit Tea Party
Telescope Thieves: Own.Me
Kozoro: Stargazer
Taigai: Gone Wind
  
 http://www.sherwood.it/media/7108/f51698f47248c5d5/diserzioni_19-02-15.mp3

mercoledì 18 febbraio 2015

Apocalypse now: Il sempre inattuale "dark" sound

Sono inattuale.
Fuoritempo, fuoriluogo.
Tanto inattuale
da selezionare ancora
- trasgredendo le più elementari regole
del marketing in rete e nella radio -
suoni sconosciuti e oscuri
che fanno del "DoItYourself" la loro forza.
Musicisti che nel tempo dei selfie e del gossip
si nascondono dietro cappucci neri
che nel tempo dei camerini, dei backstage spiati
e dei palchi luccicanti dei talent show
stanno chiusi nelle loro camerette
illuminate solo dalla luce del monitor.
Perché questa musica ha questo di grande:
che non è mai in diretta televisiva
che non crea stars e spettatori
ma sa essere in diretta con la vita
di molti giovani, di identità "altre"
e con un sentire comune di precarietà
che non ha più frontiere.
E' un sentire comune che è ora
ma che è sempre stato
almeno fin da quell'urlo punk:
“No future!”
C'è lo stesso grido "now"
ma è un ritorno uguale e diverso.
E' il senso che il suono
e solo il suono
ha da sempre per me
e per le creature a me simili.
Quel condividere inquietudini e intimità
magari aiutandoci a guardare meglio
dentro il nostro cuore di tenebra.
E a vedere qualcosa nel buio
che sempre più fitto ci avvolge.
Soprattutto ora, proprio now.


ps) Diserzioni è sempre stata attratta dalla ricerca di suggestioni sonore che emergono nel buio, che urlano il disagio dentro più che fuori, ma non ama i soliti corsi e ricorsi storici, non ama i ritorni di epoche passate (anche le più amate come il post-punk o il dark) perché il suono introspettivo e oscuro ha in ogni epoca le sue teorie soniche. Prima si chiamava post-punk o dark ora post dubstep o bass o witch... ma queste definizioni poco importano, l'interessante è la ricerca, che mai si ferma, della chiave per scongiurare un'apocalisse.