Al di là di porte chiuse oltre cancelli del possibile seguendo sentieri antichi tracciati da indomabili cercatori di misteri e trovare gioielli nascosti sotto il mantello del buio captabili solo attraverso quella luce nera, faro nel crepuscolo senza fine
Dralms:Crushed Pleats
Kvb: Dayzed (Regis Remix)
Aki Aki: Dark Night
Deathday: Dropped Into Obscurity
Alcest: Opale
Aftersun: When Mama Was Moth
Barnett + Coloccia: Harbor
Unreality:Acid
Pye Corner Audio: Dystopian Vector Part One
Third Person Lurkin: Lake Of Wood
David J With Jill Tracy: Bela Lugosis Dead Undead Is Forever
Ogni volta che piove ininterrottamente per diversi giorni mettendo a
rischio idrogeologico i nostri devastati territori mi ritorna puntuale
in mente quell'atmosfera di un mondo diventato invivibile mostrato in Blade Runner. Di conseguenza ritornano le visioni del cyberpunk, un amore di gioventù che ogni tanto riemerge.
Erano tempi dove il futuro riempiva l’immaginario collettivo e il
rapporto dell’uomo con la macchina prometteva il dispiegarsi di nuovi
orizzonti, di realtà virtuali che ci avrebbero portato in una nuova
era. Ma chi aveva l’anima punk/dark cominciava già allora a vederne i rischi.
Pur assumendo pienamente la tecnologia informatica e cibernetica si
cominciava a guardala con atteggiamento dissacratorio ed estraneo ai
luoghi comuni ed a segnalarle sia le potenzialità che i pericoli.
Ma non siamo qui per parlare del cyberpunk, ma di un disco cyberpunk: NRSB-11 - Commodified che esce perMorphine Records. Un progetto di DJ Stingray e di Gerald Donald DJ Stingray, aka Sherard Ingram, è una delle figure principali della musica elettronica, in particolare le sue uscite con Urban Tribe Gerald Donald, è invece colui che assieme a James
Stinson diede vita ad una delle più straordinarie avventure techno che
la musica ricordi: i Drexciya.
Il fondatore dell'etichetta che pubblica il disco ovvero la Morphine Records, è Rabih Beaini aka Morphosis,
musicista elettronico e sperimentale libanese con sede a Berlino e
appassionato di techno di Detroit, quella delle origini con tutto il suo
bagaglio fantascientifico.
La fantascienza, nella techno detroitiana si presta
come metafora per la condizione afro-americana e confluisce nella
produzione musicale in modi che si dichiarano afrofuturisti.
Il robot, allora, è lo schiavo deportato e oppresso da un biancoalieno, rapitore ed oppressore. L’astronave
è la nave negriera che solca un cosmo, l’oceano Atlantico, verso il
pianeta alieno America dove si terranno gli esperimenti schiavitù e
segregazione. La Forza della sottomissione è combattuta con quella
invisible e tenace della underground resistence.
Ma a differenza di produttori come Jeff Mills o Derrick May
e altri miti della techno detroitiana, Gerald e Sherard, con NRSB-11
sembrano alla ricerca di qualcosa di ancora più inquieto e oscuro. La
loro musica è sicuramente techno e si basa sulla
scienza, fantascienza e concetti afro-futuristici, ma con quel sentire
critico di chi vive intensamente e criticamente l’oggi e le sue
contraddizioni, quasi un afrofuturismo virato al presente.
Scorrendo i titoli del’album, si capisce perfettamente che la
fantascienza c’entra poco, anzi sembra proprio di leggere un mondo senza
futuro e con un presente catastrofico dove più che alla resistenza
sembra si punti ad un’altra diaspora: quella verso il post-umano. Musiche e suoni per inquieti mutanti che non vogliono diventare semplici androidi replicanti.
sembrano risalire dal profondo con il loro sinuoso movimento come la marea in un pozzo che lentamente ma inesorabilmente innalza il livello emotivo
Unclown Despair :Slow Emotion
Mémoire: Haze
Bl^nk: Sigle Mat
Flvke: Wouldn 39 T
Enigma Dubz: Airglow
Echo Ft Coffee: Good Night Final
Trilapse, Influe: High
Rustica: Be Alone
Synkro & Manos – Lost Here
Bucky And Vacant: V1
Ghost Community: Wind
Prayer - The Two Halves
Farah: Speak On The Spotlight
come è passato in fretta quel tempo dove l'intelligenza artificiale trovò il suo suono e quando mi volto indietro a guardare intensamente lo rivivo e lo risento quell'ininterrotto fluire di ricerca e di puro incantamento
Molven: Lights From Inside
Ocoeur: Memento
Sepia: As We Fade
edPorth: Core
Max Cooper - Adrift
Karen Gwyer: Night Nails
Ross 154: Moon FM Desire
John Beltran - Return To Nightfall
Conforce: Underwater Settlers
suona così: oscillante e ad ogni colpo d’aria, è vicina allo spegnersi come una fioca fiamma nel buio più profondo
Burial: Archangel (Coma vs Bustrexx cover)
Burial: Hiders
Antony Deep & Syn Atmo - Ghost
Purple: After Dark
Sampha:Too Much (Vacant Remix)
Ghostek: Machinehead (feat. CoMa)
Irrilevant: Little Figurines
Delete: Neva
Soular order: Trust
Vvv: Glacial Days
Forss: Voca Nomen Tuum
Fume: 1236
L’iper-produzione sonora del 2013, come succede da quando la rete
è diventata il luogo principale di fruizione musicale, è stata ricca,
diversificata, frammentata, in ultima istanza ‘indescrivibile’. Nell’oceano di suoni, nella musica infinita che ci ha sommerso,
come si fa a tracciare bilanci, stabilire gusti, individuare tendenze? Boh! Forse essendo “vaghi”.
“Vaghi” venivano chiamati gli abitanti della mia
terra (il basso Piave) prima delle bonifiche, quando ancora abitavano la
palude, quando erravano alla ricerca dei luoghi rialzati dall'acqua. Il
nome Musile, il comune dove sono cresciuto, deriva dal veneto antico
mussa, il cui significato è "diga", "argine", "palizzata" o "luogo
rialzato". In questi posti era
istintivo fare i conti con l'instabile e l'incerto, era naturale
considerare vaghi i confini, era normale che niente fosse consolidato.
Il fluire del fiume, le sue piene cambiavano continuamente la geografia
dei luoghi che venivano abitati. Questo succede anche oggi nel virtuale
della rete col fiume continuo di suoni ed essere vaghi è diventata una necessità.
Proprio per questo cambiare
continuo delle geografie sonore, per questi piccoli smottamenti, quello
che può sembrare consolidato oggi non lo è più domani, le scene musicali
nascono e spariscono in pochi mesi, il tentativo di definirle risulta
quasi sempre improbabile. Come è possibile riassumere il mio anno sonoro in questa situazione?
Forse il mio 2013 musicale è parzialmente riascoltabile solo attraverso le fotografie che ogni settimana Diserzioni
scatta con le sue trasmissioni. Cercando di fermare in una parziale
immagine il flusso sonoro senza fine, una specie di GIF animata, che
blocca in loop quel sfuggevole, spaesante, inafferrabile, mutante
territorio sonoro che abitiamo.
Ho scelto quindi 12 sequenze sonore
divise per mese di uscita che sono tutt'altro che una playlist,
impossibile per me da stillare, ma che ripercorrono alcune delle scie
sonore seguite e amate in questo 2013.