venerdì 30 marzo 2012

Domenica 1 aprile: Serenity

Aiutaci a vincere questo tiranno
Dalla scorza dura da trapassare,
Affinchè una nuova stagione,
Con nuovi ricordi e avventure,
Riviva nel nostro animo desideroso
Di sentire nelle note tra il suono e il silenzio
riemergere la serenità perduta.

Bvdub: Beauty
Kevin Gorman: Frequency Phase Parts III
Lucy: Vladimir
Synkro: I Miss You
Desolate: Teariness Of Lemnia
Davwuh: Geishas
Twin Sister - Kimmi In A Rice Field (Balam Acab Remix)
Ryan Teague: Shadow Play
Olafur Arnalds: Autumn Day
Roger Doyle: Salome At The Gate

venerdì 23 marzo 2012

Domenica 25 marzo: Meditation bass

Un clima soffuso, elegante, etereo, alieno
Un’ ambiente che muta e si evolve
Un continuo confronto con l’ignoto
Un pulsare tutto dentro la propria testa
Un meditare fatto di basse frequenze

Stimming: November Morning
Jesse Somfay & Henry Saiz - Honey Wine
Kodiak: Spreo Superbus (Actress uraeus mix)
Sbtrkt: Hold On (Sisi Bak Bak Rmx)
Nedry: Havana Nights
Synkro: Presence
Synkro And Indigo: Guidance
Portico Quartet: Lacker Boo
Demdike Stare: Falling Of The Edge (Alternate Version)
Monolake: Aligning The Daemon

venerdì 16 marzo 2012

Domenica 18 marzo: Derive riflessive

incantati da suoni avvolti da dolcissima nebbia
ipnotizzati da angeliche voci ed eteree trame
estasiati da celestiali colonne sonore 
ammaliati attraverso dilatazioni sensoriali
rapiti da intime derive riflessive

Orcas:  Carrion
Mirroning: Cliffs
Arctic Pleteau:  Idiot Adult
Memoryhouse:All Our Wonder
Boy Friend: Egyptian Wrinkle
School Of Seven Bells: Lafaye
Frankie Rose: Pair Of Wings
Porcelain Raft: Backwords
Azure Blue: Finger
Windy & Carl: Remember

venerdì 9 marzo 2012

Domenica 11 marzo: Camaleonti sonori

 Echi che risuonano in un vuoto abissale
che escono da un mondo di macerie
e seguono una fioca luce nelle tenebre
Voci che turbano angelicamente
che si mimetizzano nel tessuto sonoro
e nutrono la diversità che muta se stessa

Akkord: The Drums
Machinedrum: What U Wanted 2 Feel
Burial & Four Tet: Nova
Pleq: Raindrops (Shiftkode remix)
Sina.: From Love To Dust
Sweatson Klank: It's All In Your Head
Neon Clouds: Knit
Zach Christ: Hach Me (Shigetos 4AM Edit)
Submerse-Acute
Get people: Macaw (Raffertie Remix)
Borealis: Womb (Aebeloe 'Glisten' Mix)

venerdì 2 marzo 2012

Domenica 4 marzo: Ecosofia

Piedi scalzi sul terreno
e psiche in viaggio verso l'ignoto
battiti d'ali  e di calcolatori
tecnologia imbevuta di natura
lenta velocità desiderante
di una  nuova ecologia mentale

Loop Of Your Heart: Cries
Voice From The Lake: St
Liquid Stranger: Zeal
Ajja: Nubian Sandstone
Prince Valium: Dab60
James Murray – Floods
From The Mouth Of The Sun: Snow Burial (While Blue Skies Gather)
Dyno: Fuori Dalla Finestra
Cygna: Broken Dream Of A Little Snail

lunedì 20 febbraio 2012

Amniotico Suono


Nella palude, nel pantano, in riva ad un fiume che cambia corso e dimensioni, sui bordi di un fosso che esonda, è istintivo fare i conti con l'instabile e l'incerto,è naturale considerare vaghi i confini, è normale procedere per consolidamenti progressivi e, alla fine, diviene regola mentale, predisposizione culturale e concettuale, che l'instabile non esiste come categoria, ma esiste solo il movimento della perenne, costante trasformazione dello stabile.
                                                                                                                       Renzo Franzin

Vivo da sempre in una terra ex paludosa, dove la trasformazione dello stabile, l'inafferrabilità dell'acqua sono stati l'immaginario dei racconti della vita sentiti fin da bambino.
I canali e i piccoli corsi d'acqua erano come "flussi di coscienza" e "arterie delle storie".
Solo negli ultimi anni escono dalla percezione esistenziale e diventano problemi, ostacoli allo sviluppo ed esclusivamente fattore di rischio idraulico da eliminare.
Forse è questo il motivo che un suono paludoso, fangoso, nebbioso, mutante per eccellenza che sembra muoversi in terreno instabile, come il dubstep mi ha attirato. Anche se nasce da una metropoli come Londra ho trovato delle affinità. Anch'esso è in costante trasformazione, inafferrabile anche se i"flussi di coscienza" e le "arterie delle storie" in questo caso sono le strade e le linee della metropolitana.
Le acque di quella città, del Tamigi, sono fisse e scure, ma si muovono nel risveglio della notte grazie al riflesso di mille luci che accompagnano un flusso continuo di individui.
Si tratta proprio di un flusso di individui, perchè le derive collettive, le onde sonore non riempiono più le strade, ma accompagnano il ritorno a casa, l' isolamento, sia nell'ascolto che nella produzione.
È la vittoria della musica da cuffia, dell' iPod, mentre anche i rave diventano spazi di consumo e basta, questo suono sembra soprattutto utile a trasmetterci l'insoddisfazione perenne di un mondo fatto di alienazione ma che porta a fare passi o balzi oltre il presente stagnante.
Ma come sempre la semplificazione di un mondo è in agguato per finalizzarlo al consumo , così anche un suono così “difficile” si etichetta e diventa hype, di moda, normalizzato.
I nuovi producer per rivitalizzarlo lo portano su un tavolo anatomico per poterlo successivamente studiare, analizzare e riprodurre. Farlo diventare più un indagine sulla propria condizione umana che un esplorare: e da ballabile diventa apprezzabile intelletivamente, aprendo la testa alla musica, offrendo la musica alla mente globale. In questo modo si delocalizza non solo geograficamente, ma lo si sposta dentro la propria testa, mostrando tutti i sintomi della fragile condizione esistenziale moderna, in una scomposizione dell' esperienza che, se da un lato isola l'individuo, dall'altro gli permette strade creative inedite: attraverso stimoli sensoriali indipendenti da relazioni umane (droghe, videogiochi, social network).
Il movimento della perenne, costante trasformazione del suono Dubstep diventa mondiale, come mondiale è la rete che lo diffonde con in comune alcuni elementi minimi: i bassi e le voci pitchate.
E all'orizzonte si profilano altri cambiamenti. Sono eco lontane di un suono estremamente emotivo e oscuro, che nasce dal verbo di Burial.
Voci che risuonano in un vuoto abissale , sconfinando il loro carattere descrittivo in un che di pittorico, di visioni in transito che dipingono un paesaggio di macerie di un mondo distrutto.
Queste voci pitchate così frammentate accompagnante da un suono instabile, melmoso indicano uno spaesamento, una ricerca di stabilizzare un orizzonte condiviso.
Lo scambio di file, la condivisione di metodo e di sound crea una complicità che configura un atmosfera comune in molti producer che trascende le frequenze ultra-basse che hanno effetto solo se pompate su mega sound system, e crea suoni avvolgenti ed evocativi ideale per l'ascolto in cuffia con luci soffuse, malinconici nelle atmosfere e soprattutto capaci di far riflettere . Inquieti e inafferrabili continuano a trasportare la diversità che muta se stessa.
Suoni che continuano a turbare con loro i bassi profondi, ma hanno anche un qualcosa di angelico, di confliggente, sanno essere contemporaneamente alienanti e nutrimento per le relazioni nell' infosfera.
Riportali all' intera sfera della vita e ritornare a interrogarsi sulle qualità amniotiche di quell' artifizio miracoloso che è la musica, potrebbe farla ritornare cellula staminale in lotta contro l'Alzheimer della nostra società.


10 Tracks:
Burial: Kindred
Volor Fex: Unfeeling
Balam Acab: Await
VVV: Among The Whispers
Anthony Drawn: Remember
Author: Drain
Huzur: Ingrid
Blue Daisy: Fallin (Feat. Heidi Vogel)
Kazi Ploae - Investigatii ( Silent Strike Instrumental)
Ayshay: Warn-U


venerdì 17 febbraio 2012

Domenica 19 febbraio: Intime affinità

 interamente  esposti alle tempeste emotive
dell'andarivieni  delle illusioni e delle passioni
interamente  esposti agli entusiasmi e alle delusioni
cuori disperati che improvvisamente diventano anime felici
quando condividono intime affinità

Burial: Kindred
Volor Flex: My Story
Massive Attack - Teardrop (Cybass Remix)
Shlohmo: The Way U Do
Dropxlife: Redxbloor
Slow Head:  The Glade Riot
Xiu Xiu: The Oldness
Twilight Sad: Nil
Au Palais: Tender Mercy
Saltillo: Hollow